Irene Fenara

 

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PAESAGGIO MOBILE
 
2015 image from scanner

 

A black and white mountain tourist place postcard is observed and investigated obsessively. It is a work on the way we look. In fact, when eyes turned their gaze toward something still moving imperceptibly. These eye movements are significant and generate visibility even when the gaze is fixed, because if we could block it the images would disappear from view. It is the movement of observing in terms of a search, a chase and a wish for something that attracts our attention, something we want to find out, in which we turn our wandering and finally lose ourselves. We always need to travel uncharted territories, like mountain peaks still untouched by man or what attracts our saccades. The exploration of the image is guided by a movement through the use of a scanner, creating other images obtained without the use of the camera. Scanning becomes a digital observation assisted by the movement, which creates a manual distortion, no post-produced. By scanning this image has been digitized, thus mixing analogue and digital systems in a kind of hybridization technique.

Una cartolina in bianco e nero, che raffigura un luogo turistico di montagna, viene osservata e indagata in maniera ossessiva.
E’ un lavoro sul modo di guardare. Gli occhi, infatti, quando rivolgono lo sguardo verso qualcosa continuano in realtà a muoversi impercettibilmente.
Questi movimenti oculari sono significativi e generano la visibilità anche quando lo sguardo è fisso, perché se potessimo bloccarli le immagini scomparirebbero alla vista. E’ il movimento dell’osservare in funzione di un cercare, un inseguire e un desiderare qualcosa che attira la nostra attenzione, qualcosa che vogliamo scoprire, in cui volgiamo girovagare e infine perderci. Abbiamo sempre necessità di percorrere terre inesplorate, che siano le vette delle montagne ancora inviolate dall’uomo o quello che attira le nostre saccadi.
L’esplorazione dell’immagine è guidata da un movimento in parte umano, prima l’occhio poi la mano, e in parte meccanico, tramite l’uso di uno scanner, creando immagini altre ottenute senza l’uso della macchina fotografica. La scansione diventa un’osservazione digitale assistita dal movimento, che crea una distorsione manuale, non post-prodotta. Tramite la scansione questa immagine degli anni ‘60 è stata digitalizzata, mescolando così i sistemi analogici e quelli digitali in una specie di ibridazione tecnica.

 
La disfatta dell'immagine  | TRA Cà dei Ricchi | Treviso

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